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Carlo Goldoni

Questo articolo è stato originariamente pubblicato in Teorie europee del dramma. Barrett H. Clark. Cincinnati: Stewart & Kidd Company, 1918.

CARLO GOLDONI nacque a Venezia nel 1707. Fin dai suoi primi anni sembra essere stato interessato al teatro: i suoi giocattoli erano burattini e i suoi libri, opere teatrali. Si dice che all’età di otto anni abbia tentato di scrivere un’opera teatrale. Il padre del ragazzo lo affidò alle cure del filosofo Caldini a Rimini, ma il giovane ben presto scappò con una compagnia di giocatori ambulanti e giunse a Venezia. Lì ha iniziato a studiare legge; ha continuato i suoi studi a Pavia, anche se egli riferisce nelle sue memorie che una parte considerevole del suo tempo è stato speso nella lettura di commedie greche e latine. Aveva già iniziato a scrivere in questo momento, e, a seguito di una diffamazione in cui ha ridicolizzato alcune famiglie di Pavia, è stato costretto a lasciare la città. Proseguì gli studi di giurisprudenza a Udine, per poi laurearsi a Modena. Fu impiegato come avvocato a Chioggia e Feltre, dopo di che tornò nella sua città natale e iniziò a praticare. Ma la sua vera vocazione era il teatro, e fece il suo inchino con una tragedia, Amalasunta, prodotta a Milano, ma questo fu un fallimento. La sua opera successiva, Belisario, scritta nel 1734, ebbe successo. Scrisse altre tragedie per un certo periodo, ma non tardò a scoprire che la sua inclinazione era per la commedia. Si era reso conto che la scena italiana aveva bisogno di riformarsi, e adottando Molière come modello, andò a lavorare sul serio, e nel 1738 produsse la sua prima vera commedia, L’Uomo di mondo. Durante i suoi numerosi peregrinazioni e avventure in Italia, era costantemente al lavoro, e quando, a Livorno, conobbe il manager Medebac, decise di intraprendere la professione di drammaturgo per guadagnarsi da vivere. È stato impiegato da Medebac per scrivere opere teatrali per il suo teatro a Venezia. Lavorò per altri manager e produsse durante il suo soggiorno in quella città alcune delle sue opere più caratteristiche. Nel 1761 andò a Parigi, dove continuò a scrivere. Tra le opere teatrali che scrisse in francese, la più riuscita fu Le Bourru bienfaisant, prodotta in occasione del matrimonio di Luigi XVI e Maria Antonietta nel 1771. Godette di una notevole popolarità in Francia, e quando si ritirò a Versailles il re gli diede una pensione. Ma quando scoppiò la Rivoluzione, ne fu privato. Il giorno dopo la sua morte, tuttavia, la Convenzione votò per ripristinare la pensione. Morì nel 1793.

Goldoni fu il grande riformatore della commedia all’italiana. La sua importanza, che consisteva piuttosto nel dare buoni esempi che precetti, stava nell’aver regolarizzato il dramma del suo paese, liberandolo dalla convenzionalità della Commedia dell’Arte, o commedia improvvisata. Egli ha giustamente sostenuto che la vita e le maniere italiane erano suscettibili di trattamento artistico come non era stato prima dato loro. Sebbene Goldoni ammirasse Molière e cercasse spesso di emularlo se non imitarlo, le sue opere sono più delicate e più ottimistiche nel tono. Egli racconta in modo considerevole nelle sue memorie lo stato della commedia italiana quando ha iniziato a scrivere,e le sue opere sono un monumento duraturo ai cambiamenti che ha portato.

CARLO GOLDONI RISORSE

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