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Cardiomioplastica cellulare: una nuova speranza nell’insufficienza cardiaca? / Cuore

Nonostante i recenti progressi nella gestione dei pazienti con insufficienza cardiaca, e a causa della scarsità di donatori di cuore, l’incidenza e la prevalenza della malattia rimane notevolmente elevata nei nostri paesi. Recenti dati epidemiologici hanno mostrato un’incidenza di 225 pazienti con insufficienza cardiaca grave per milione, con un tasso di morte del 35% all’anno.1 Ciò ha incoraggiato lo sviluppo di nuovi metodi di assistenza biologica, chiamati anche tecniche di cardiomioplastica. La prima di queste è la cardiomioplastica dinamica, che utilizza il muscolo gran dorsale avvolto attorno a un cuore carente che viene stimolato, ma questa procedura produce effetti emodinamici oggettivi incoerenti e moderati. Un’altra tecnica è la cardiomioplastica molecolare, che si basa sulla trasformazione di cellule non miogene in cellule contrattili o tentativi di indurre i cardiomiociti a rientrare nel ciclo cellulare; per il momento questo rimane fuori portata. Una terza tecnica è la cardiomioplastica cellulare, che prevede l’innesto di cellule miogeniche all’interno del miocardio per limitare eventuali conseguenze della perdita della funzione contrattile di un ventricolo sinistro danneggiato.2

il trapianto di cellule Somatiche

Trapianto di cellule somatiche per fornire la funzione di un deficit di organo è stato eseguito con successo per decenni per il midollo osseo, e, più di recente, solo con risultati inconsistenti, per i muscoli scheletrici (distrofia di Duchenne), del fegato (come ponte al trapianto), pancreas (isole di Langerhans) o il cervello.2 È stato dimostrato che il tessuto cerebrale fetale tritato può essere innestato all’interno del cervello dei pazienti parkinsoniani, aumentando la secrezione di dopamina e diminuendo i sintomi. Come le cellule cerebrali, i miociti ventricolari adulti sono differenziati terminalmente, senza possibilità di divisione cellulare dall’età neonatale; quindi, a seguito di lesioni (infarto), la riparazione consiste nella formazione di cicatrici,